[Speciale Halloween 2018] Manuale anti-crisi per la scelta del giusto film horror

Tradizionalista o modaiolo, scettico o entusiasta, fa davvero poca differenza: quale che sia il vostro approccio alla notte del 31 ottobre, Halloween arriverà in ogni caso. Andranno fatte delle scelte e dei film andranno guardati: lo scorso anno la proposta si basava sul temperamento dei vostri amici, mentre qui si consigliano i titoli più in linea con il vostro mood, sempre rigorosamente estratti dal calderone delle pellicole indipendenti, low budget e meno conosciute.

 

Halloweeniani  vintage

Per i tradizionalisti più integerrimi, durante la notte di Halloween vanno guardati i grandi classici horror,  i midnight movie e i film dall’aura retrò. E siccome Freaks e Troll 2 li avranno certamente già visti:

Carnival of Souls [Herk Harvey, 1962]
Sembra una lunga puntata di Twilight Zone ed è fatto della stessa materia di cui sono fatti gli incubi. Gli incubi di una giovane donna ossessionata da visioni ostili. C’è qualcosa di mesmerizzante in un film che racconta una storia semplice in maniera essenziale riuscendo a spaventare e a rimanere impresso nella memoria con scene dalla portata iconica: in Carnival of Souls sembra non succedere nulla e di essere sospesi in una dimensione onirica, per un’ottima ragione… →Leggi la recensione completa del film.

 


Summer of ’84
[François Simard e Anouk Whissell, 2018]
Film dall’aura prepotentemente nostalgica, Summer of ’84 è una versione più breve e meno intensa di Stranger Things, che propone in maniera quasi didascalica gli stilemi della decade più folle e cotonata dello scorso secolo. Orientata più al thriller-horror che alla fantascienza, la pellicola è animata dal citazionismo spinto e dalla voglia di assecondare l’ondata di successo che ha portato a riva un’immensa distesa di oggetti vintage e di melodie al sintetizzatore.

 

Malatesta’s carnival of Blood [Christopher Speeth, 1973]
Pellicola sperimentale e allucinata, caduta nel dimenticatoio per una trentina d’anni e tutt’ora poco conosciuta, è ambientata in un parco giochi che sembra ingurgitare le malcapitate vittime nei propri meandri. Lì dove un gruppo di orride creature zombesche è solito banchettare con carne umana e guardare vecchi film horror. Malatesta’s carnival of Blood non è un film perfetto – anzi – ma ha dalla sua il merito di sopperire con creatività ai limiti di un budget minuscolo, e di conciliare sperimentalismo, horror, commedia, psichedelia. Ricorda vagamente La casa dei 1000 corpi di Rob Zombie allo stato larvale.

 


Halloweeniani hipster

Bene o male, l’importante è che non se ne parli troppo, perché davvero molto di nicchia. Per chi vuole guardare qualcosa di diverso e singolare, il film dev’essere in bilico tra l’ignoto e il prodotto artistico di alto livello:

Housewife [Can Evrenol, 2018]
Dopo il successo di Baskin, il regista turco Evrenol prova ad alzare il tiro con un film più costoso e più complesso che insiste, come il precedente, nell’indagare l’orrore degli incubi personali e le incursioni delle entità infernali nella dimensione umana. L’housewife che da il titolo al film è Holly, una donna dal passato traumatico che si avvicina a una strana setta il cui leader pratica una forma di manipolazione mentale. Il problema è che quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso ti guarda dentro. 

 

Unsane [Steven Soderbergh, 2018]
Unsane è il racconto surreale e straziante delle assurdità che in rapida successione, nel giro di alcune ore, sconvolgono la vita di Sawyer, una donna alle prese con un nemico subdolo e pericolosissimo che solo lei sembra poter vedere e riconoscere: il suo stalker.
Si tratta di un film girato interamente con un iPhone, tutto occhi sgranati e straniamento, in cui prende vita un incubo kafkiano che sembra durare in eterno. →Leggi la recensione completa del film.

 

The Endless [Justin Benson e Aaron Moorhead , 2018]
Prima di guardare The Endless, sarebbe meglio cominciare con Resolution, la pellicola d’esordio dei due registi. Qui accadono fatti inspiegabili all’interno di un microcosmo i cui meccanismi verranno rivelati nel film successivo: è come osservare da molto vicino un dettaglio per poi trovarsi al cospetto del quadro d’insieme. In Resolution abbiamo due amici isolati in una vecchia casa, osservati da qualcuno che sembra monitorare ogni loro azione e addirittura predirne il futuro. In The Endless abbiamo due fratelli che tornano a visitare una strana setta da cui erano fuggiti anni prima. Come e perché queste vicende si intersechino tra loro, lo spiego nella recensione completa del film, spoiler inclusi.

 


Halloweeniani festaioli

Se Halloween è essenzialmente un’occasione per partecipare a party burini e indossare costumi succinti o stereotipati, e se l’horror è una parabola cinematografica che illustra il peggior scenario possibile di qualsiasi circostanza, chi ama scatenarsi al calare della notte potrà riflettere sugli enormi rischi insiti nel divertimento con questi horror a sfondo festaiolo:

Climax [Gaspar Noé, 2018]
Un gruppo di ballerini, appena selezionati a un casting, festeggiano insieme l’inizio di un nuovo grandioso progetto bevendo sangria e ballando in free style, finché non si accorgono di aver assunto una grossa quantità di droga, occultata nel vino. Gli effetti inaspettati della sostanza sconvolgono il gruppo, che cede alla paranoia e agli istinti più bassi in un crescendo di terrore e violenza. Molta violenza.

 

 

Der Nachtmahr [Akiz, 2016]
Un rave, qualche pasta di troppo e una nottata di euforia che si trasforma – letteralmente – in incubo: ecco come rappresentare il disagio adolescenziale, l’ansia da cambiamento e la percezione distorta del sé in maniera brillante, trascinando lo spettatore in un olocausto acustico e visivo squarciato da colori violenti e popolato da teenager abuliche. Der Nachtmahr racconta la cara vecchia storia del mostro nascosto dentro di noi, desideroso di evadere, in maniera eccentrica, delicata, che soddisfa la vista.

The loved ones [Sean Byrne, 2010]
I balli scolastici sono da sempre catalizzatori di eventi funesti: basti pensare a Carrie o a Night of the Creeps. Ma quel gioiellino made in Australia che è The loved ones alza di parecchio l’asticella, invitandoci a un party molto esclusivo a base di torture e follia, in cui la reginetta è la classica ragazzina timida ed emarginata con una vaga propensione alla psicopatia, mentre il cavaliere è la sua vittima inerme.

 


Halloweeniani lisergici

L’assunzione di sostanze a scopo altamente ricreativo è il presupposto fondamentale per chi vuole trascorrere la vigilia di Ognissanti in stato di grazia. E anche se per una notte è concesso accettare caramelle dagli sconosciuti, questi film ricordano graziosamente quanto ciò possa essere pericoloso.

Without name [Lorcan Finnegan, 2016]
Si tratta di una pellicola che vaga tra i sentieri del folk-horror e quelli del natural-horror, sospesa tra le manifestazioni magiche di entità silvestri legate alla superstizione irlandese e inspiegabili fenomeni naturali le cui radici affondano tanto nell’inconscio umano quanto nel sottosuolo boschivo. Tanti sono i dubbi, i misteri e i buchi di sceneggiatura che impregnano questo film, ma una cosa è certa: vivere reclusi in un antico bosco dalla nomea legata all’occulto, vagandovi nel buio sotto effetto di pesanti allucinogeni, non porta a nulla di buono. →Leggi la recensione completa del film.

 

The alchemist cookbook [Joel Potrykus, 2017]
È una trasposizione postmoderna e distorta del mito del Faust, che vede un giovane eremita alle prese con l’alchimia, con esperimenti chimici e con l’invocazione di un demone. Il tutto condito da abbondanti dosi di psicofarmaci di dubbia provenienza. Pochi dialoghi e un’ottima colonna sonora per un film sperimentale dai ritmi lenti e dal contenuto allucinato. →Leggi la recensione completa del film.

 

Toad Road [Jason Banker, 2012]
La strada per l’inferno è lastricata di allucinogeni, almeno stando a una leggenda metropolitana statunitense: Toad Road è una via lungo la quale si troverebbero i sette cancelli che conducono agli inferi. Attraversarli non è facile e in effetti nessuno sarebbe mai tornato indietro per raccontare come funzioni. La giovane Sara è incredibilmente attratta dalle droghe, che assume in quantità smodata, e dall’idea di percorrere questo cammino per cogliere ciò che gli stupefacenti le suggeriscono confusamente durante la sfattanza. Ovviamente non da sobria. Ovviamente non andrà a finire bene. Non aspettatevi un horror in senso stretto, perché non vedrete nulla di inquietante se non il progressivo declino di un essere umano diretto verso la perdizione. Il fatto che poco dopo l’uscita del film l’attrice che interpreta Sara sia davvero scomparsa a causa della droga rende tutto più tetro.

 

Halloweeniani stregati

Se questa festa viene soprannominata anche “la notte delle streghe”, un motivo ci sarà. Per chi è ammaliato dalle donne che ammaliano, ma anche per chi è affascinato dall’antico folklore o dalla versione più pop di questa figura così antica.

Hagazussa [Lukas Feigelfeld, 2018]
Una giovane donna sospettata di praticare la stregoneria, un villaggio arroccato sulle Alpi austriache, le angherie di contadini superstiziosi: Hagazussa è un horror- folk superbo, storicamente accurato e realistico ma allo stesso tempo allucinato e psicologico, che getta uno sguardo sulla sofferenza femminile legata alla maternità ma anche su antiche tradizioni dal fascino atavico. Si tratta di un film estremamente lento, quasi totalmente privo di dialoghi, minimalista eppure completo. →Leggi la recensione completa del film.

The witch in the window [Andy Mitton, 2018]
Il motivo per cui una casa viene venduta a un prezzo eccessivamente basso è quasi sempre legato alla storia di chi vi ha vissuto prima. O meglio, di chi vi è morto prima. Specialmente se non se n’è mai davvero andato da lì. Specialmente se si tratta di una strega. Molto sentimentale e horror quanto basta, The witch in the mirror è innanzitutto la storia di un legame, quello padre-figlio, più forte di qualsiasi paura o maledizione.

Pyewacket [Adam MacDonald, 2018]
Ogni strega che si rispetti ha al suo servizio un famiglio, un demonietto che assume le sembianze di un animale. Leah, una teenager in ambasce attratta dall’occulto, non vuole essere da meno: detto fatto, evoca l’entità con un rituale e le conferisce l’ingrato compito di esaudire le sue volontà. Ma bisogna stare molto attenti a ciò che si desidera… →Leggi la recensione completa del film.

Halloweeniani romantici

Per quelli che scelgono di indossare costumi di coppia o di trascorrere la notte di Halloween accucciati sotto le coperte a guardare film horror: non abbiatene vergogna e ricordate che sarebbe potuta andare peggio. Come ad esempio accade in questi film.

Alléluja [Fabrice Du Welz, 2014]
Lui è un truffatore sentimentale che seduce le donne di una certa età per poi derubarle. Lei è una delle sue vittime, almeno finché non decide di cambiare le regole del gioco ed entrare in affari con lui, pur di tenerselo morbosamente vicino. Insieme formano una coppia malata, agitata da convulsi attacchi d’ira e gelosia e impegnata nell’uccisione sistematica di donne conosciute attraverso annunci per cuori solitari. Ogni riferimento a serial killer esistiti e fatti realmente accaduti è da ritenersi del tutto intenzionale.

The Transfiguration [Michael O’ Shea, 2017]
Imparare a memoria la filmografia dedicata, accumulare ricchezze, bere sangue umano almeno una volta al mese. Queste le regole da seguire per trasformarsi in vampiro secondo Milo, un ragazzino introverso e taciturno che elabora certi traumi personali sviluppando un interesse morboso verso il mito del vampiro, in un film che ricorda Let the right one in e che racconta un’impossibile e acerba storia d’amore tra due adolescenti disfunzionali in un quartiere degradato di New York. → Leggi la recensione completa del film. 

 


Halloweeniani  erotomani

Se le storie d’amore più o meno tenere non fanno per voi e se siete in cerca di un Halloween spinto, la sezione VM18 di Horror Vacui suggerisce dei titoli in bilico tra porno e horror:

Nuda per Satana [Luigi Batzella, 1974]
Presenze misteriose si aggirano in un castello abbandonato nel quale, nel corso di una notte buia e tempestosa, trovano rifugio un uomo e una donna, del tutto ignari del luogo in cui si trovano. L’horror è tutto qui. Il rimanente è costituito quasi esclusivamente da scene di sesso,  rari dialoghi e corpi nudi.

Porno Holocaust [Joe D’Amato, 1981]
I film di Joe D’Amato sono una garanzia e anche questo Porno Holocaust non è da meno. Bisogna aspettare ben undici minuti per assistere alla prima scena di sesso esplicito e quasi un’ora prima che, tra un amplesso e l’altro, inizi l’horror vero e proprio, ma la pazienza dello spettatore verrà ricompensata. La trama – un gruppo di studiosi viene mandato su un’isola colpita dalle radiazioni nucleari in cui si aggira un pericolosissimo mostro sessuomane – fa da sottofondo narrativo alle scene di sesso. C’è pure l’happy ending.

 

Tenemos la carne [Emiliano Rocha Minter, 2016]
Due fratelli trovano riparo dai pericoli di un “fuori” irrespirabile grazie all’aiuto del bizzarro Mariano, che baratta cibo e protezione elargiti con la richiesta di servigi e obbedienza. I due si troveranno a costruire un misterioso budello all’interno dell’edificio in cui si sono rifugiati e ad assecondare le richieste sempre più estreme e perverse di Mariano. Definita iperbolicamente “la risposta messicana a Salò”, la pellicola non lesina su scene di sesso esplicito, incesto e un po’ di gore. Fa sentire sporchi dentro.


Halloweeniani in costume

C’è chi il costume da mostro deve comprarselo e chi ce l’ha addosso da sempre. Per gli amanti di maschere, travestimenti e trasformazioni brutali, tre film che hanno dato parecchio da fare a truccatori ed effettisti.

The Dark [Justin P. Lange, 2018]
Due adolescenti traumatizzati dagli orribili abusi subiti in passato incrociano i loro cammini in un bosco sperduto. Lei è una non-morta che si ciba di carne umana e che non ha perso le facoltà intellettive, lui è stato privato di entrambi gli occhi  e non ha la minima chance di sopravvivere lì da solo. Così la non-morta rinuncia al lauto pasto, sopraffatta da un senso di protezione verso un essere indifeso che non la giudica per il suo aspetto mostruoso e intenzionata a recuperare la sua umanità.

 

Mon mon mon monsters [Giddens Ko, 2017]
Gli adolescenti, si sa, talvolta raggiungono picchi di cattiveria ineguagliabile. Sufficientemente grandi da poter arrecare danno fisico e psicologico al prossimo ma non abbastanza da capire come fermarsi prima di superare il punto di non ritorno, i compagni di classe di Shu-Wei lo bullizzano senza alcun ritegno, per poi coinvolgerlo nelle loro scorribande e atti di teppismo. Imbattutisi per puro caso in una creatura simile a un ghoul, i ragazzi la imprigionano per poi seviziarla in tutti i modi possibili, facendo sfoggio di un’enorme fantasia nel torturare e dimostrandosi, ovviamente, i veri mostri.

 

 

 

 

 

 

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