Archivi categoria: 2020

Film horror del 2020

[ANTEPRIMA] THE INVISIBLE MAN: IL GASLIGHTING C’È, MA NON SI VEDE

Una metafora per nulla sottile ma necessaria e urlata per raccontare gli orrori del gaslighting e dell’abuso psicologico in un rapporto di coppia: una storia che si ripete in continuazione, una denuncia di odiose e insopportabili pratiche di prevaricazione e coercizione. The Invisible Man di Leigh Whannell scavalca i suoi illustri predecessori e con uno scarto di qualità non indifferente pone la narrazione su un piano completamente diverso.

[Disclaimer: sono presenti spoiler]

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BLISS e VFW: BAGNI DI SANGUE AL NEON SOTTO IL SEGNO DEL PUNK HORROR

Joe Begos, regista statunitense classe 1987, dopo un interessante esordio nel 2013 con “Almost human”, ritorna con VFW e Bliss, due film appartenenti al filone del genere punk horror sorprendentemente validi, accomunati dall’affanno per una ricerca estetica votata alla violenza lisergica, dalle droghe come motore immobile dell’azione e dall’ambientazione urbana caratterizzata da un certo livello di degrado.

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[RECENSIONE] COLOR OUT OF SPACE DI RICHARD STANLEY

Se tre è il numero perfetto, Color Out of Space  è un film triplicemente fortunato: terzo riadattamento cinematografico statunitense del racconto di H.P. Lovecraft “Il colore dallo spazio“, terzo lungometraggio di Richard Stanley – regista sudafricano autore negli anni Novanta di due piccoli cult atipici a cavallo tra horror e cyberpunk postapocalittico, “Hardware Metallo letale” e “Demoniaca“, riapparso improvvisamente dalle sabbie dell’oblio – e terzo horror di successo interpretato da Nicolas Cage negli ultimi tre anni dopo “Mom and Dad” e “Mandy“.

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[RECENSIONE] THE LIGHTHOUSE DI ROBERT EGGERS

Il faro di un’isola sperduta, gli scalcagnati deliri di due marinai ubriachi, la loro allucinata discesa verso la follia, e a fare da sfondo il mare, perturbante ancestrale in cui si perdono il senso del tempo, dell’identità e della realtà: The Lighthouse, l’ultima fatica di Robert Eggers – già autore di quella piccola gemma folk horror del cinema indipendente che è The VVitch – unisce elementi visivi e concettuali parecchio eterogenei, dando vita a un prodotto atipico e affascinante.

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[RECENSIONE IN ANTEPRIMA] THE LODGE DI SEVERIN FIALA E VERONIKA FRANZ

Dopo aver stupito e centrato nel segno con il bellissimo “Goodnight Mommy” (Ich seh, Ich seh), i registi austriaci Severin Fiala e Veronika Franz ci provano ancora con “The Lodge“, un horror psicologico nuovamente a base di ragazzini problematici, nuovamente ambientato all’interno di una casa glacialmente austera, nuovamente basato sull’effetto sorpresa e quindi terribilmente prevedibile.

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