Archivi categoria: I mostri sacri

Gli horror del passato meno conosciuti, perle nascoste o dimenticate, film dell’orrore dagli anni 50 agli anni 90.

Carnival of Souls (1962): ai confini dell’aldilà

Sì, ci sono spoiler. E sì, sono parecchio rilevanti sulla trama. 

Quando nel 1962 Carnival of Souls di Herk Harvey venne presentato al pubblico dopo una lavorazione complessiva di ben cinque settimane e l’impiego di un budget parecchio modesto, pare non abbia destato grande entusiasmo tra i critici. In compenso è poi piaciuto molto a George Romero, David Lynch, a Roman Polanski e persino a Tim Burton e M. Night Shyamalan, che non hanno perso occasione di citarlo in maniera più o meno esplicita nelle loro pellicole.
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Savage Hunt of King Stakh (1980): dalla Bielorussia con folklore

In principio era The Wicker Man, e folk horror fu. Il film del ’73 di Robin Hardy – non il primo del suo genere, ma probabilmente il più famoso  – ha aperto la strada a un filone cinematografico dal potenziale tanto ricco quanto poco sdoganato, quello che racconta le tradizioni più spaventose, i miti e le leggende legati a un luogo. Non esiste un paese o una comunità in cui non ci sia del folklore, e non esiste folklore che non rimandi all’occulto, alla magia, a creature mostruose, a superstizioni dimenticate e a dimensioni altre: perché quindi non travasare questo mondo bizzarro su pellicola come forma moderna di narrazione? Da Il grande inquisitore (1968) a The VVitch (2015) passando attraverso Kill List o A field in England, tra i più famosi, o tra i decisamente meno popolari Jug Face e Lord of Tears, senza dimenticare il contributo fondamentale dei registi scandinavi in quella che si configura come una vera e propria invasione nordica del genere horror e che tanto mutua dai racconti dei boschi e dalla mitologia norrena (troverete prossimamente un apposito listone  dedicato), il folk horror sembra godere di ottima salute pur rimanendo all’interno di un’enclave ben protetta.

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Dellamorte Dellamore è una cosa meravigliosa

C’era una volta Dyland Dog, anzi no: c’era una volta Francesco Dellamorte, protagonista del romanzo Dellamorte Dellamore, scritto nel 1983 da Tiziano Sclavi – che avrebbe esordito con Dylan Dog tre anni dopo – ma pubblicato solo nel 1991, divenuto per coincidenza un piccolo caso letterario e tramutato in maniera quasi altrettanto accidentale in un film diretto da Michele Soavi nel 1994. Che casino.

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Jigoku (1960): splatter before it was cool

Cos’è l’inferno? Com’è fatto? Potrebbe somigliare a un autobus che non si ferma mai, pieno stracolmo di pendolari maleodoranti? Potrebbe avere le fattezze di un’interminabile fila di macchine in partenza intelligente al quindici di agosto? È insomma una forma di punizione prolungata e inevitabile ma in qualche modo a noi familiare oppure un luogo metafisico svincolato dalla nostra percezione?
È il cinema giapponese degli anni Sessanta a prendersi la briga di rispondere a tali annose questioni con quello che viene ricordato per essere uno dei primi film con vocazione splatter ed elementi gore: Jigoku di Nobuo Nakagawa, che racconta l’inferno rifacendosi alla tradizione buddista e da una prospettiva (apparentemente) terrena, umana e materiale, rappresentando con quadretti vivaci tutte le possibili cause di dannazione che possono condurre a uno stadio dell’esistenza fatto di atroci sofferenze, corporee e psicologiche. Ma, sorpresa, l’inferno inizia ben prima del trapasso. E per qualcuno esiste anche una possibilità di redenzione.

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Incubus (1966): esperanto, maledizioni e demoni con il capitano Kirk

Per quanto possa sembrare strano, il titolo di questo post non è stato assemblato utilizzando parole a caso: Incubus  di Leslie Stevens (1966) è una pellicola recitata in esperanto, funestata da una sorte maledetta e con protagonista William Shatner, interprete dello storico capitano Kirk in Star Trek.

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Il Demonio (Brunello Rondi): esorcismo before it was cool

Come fare a scrivere delle pellicole horror del passato, quando già sono stati consumati fiumi d’inchiostro – o miliardi di righe di codice – quando tutto è già stato detto e scoperto? Mi sono arrovellata a lungo prima di decidere se aggiungere o meno in questo sito una sezione dedicata al vintage, ai film più vecchi, all’horror datato da riscoprire. Poi ho pensato che ne vale la pena, almeno per omaggiare quei film che magari, al di fuori della cerchia di cinefili e connoisseur, proprio famosissimi non sono. O magari sì, ma non importa quanto sia vecchio e conosciuto un film: ci saranno sempre prime visioni e prime fascinazioni orrorifiche.

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