Archivi categoria: Non solo Troma: movies dalla B alla Z

Bloodsucking Freaks, the Torture Horror Porno Show

Uno dei primi commenti nei quali ci si imbatte su Rotten Tomatoes cercando informazioni su Bloodsucking Freaks di Joel M. Reed (e che mi ha spinta a vederlo di corsa) è: “Se ti è piaciuto guardare questo film, onestamente non voglio conoscerti“.
Un film di brutte persone per brutte persone, questo, dal titolo fuorviante e dalla storia scalcinata: inizialmente titolato “The Incredible Torture Show“, T.i.t.s. per gli amici, sfuggito in maniera rocambolesca alla censura e gloriosamente distribuito dalla Troma, Bloodsucking Freaks è un tripudio di cattivo gusto, exploitation grossolana, torture di vario genere e scene di comicità più o meno involontaria.
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Blacula: vampiro nero, amore vero

Su internet esiste una sorta di legge, simile a quella di Murphy o al principio di Peter, la rule 34, che recita pressappoco così: “esiste la versione porno di qualsiasi cosa. Senza eccezioni”. Di seguito alcuni esempi calzanti:

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The Video Dead: la notte dei morti senzienti

Il sonno della ragione genera mostri, ma nemmeno la televisione scherza. Nel caso di Video Dead, gloriosa pellicola del 1987 diretta da Robert Scott, si tratta di mostri in carne decomposta e ossa, trasmessi in diretta 24/7 da un vecchio televisore e catapultati nella nostra dimensione attraverso il tubo catodico, con tanto di uscita dallo schermo alla The Ring, solo con qualche effetto speciale in meno.

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Killer Klowns from Outer Space: i pagliacci non sono persone orribili

Sono alieni. Alieni orribili.
Prima di IT, sia il vecchio che il remake, prima di Amusement e di Strange Circus c’erano loro, i pagliacci assassini dallo spazio profondo, protagonisti della pellicola culto scritta, prodotta e diretta dai fratelli Chiodo: Killer Klowns from Outer Space (1988) ovvero una delle trashate più creative dello scorso millennio.

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Horror in Bowery Street: l’irresistibile scioglievolezza del trash

Era il 1987, l’euforia del decennio più cotonato del secolo andava scemando e un giovane di nome Jim Muro ci regalava Street Trash – in Italia Horror in Bowery Street –, uno dei melt movie più famosi e apprezzati dai cultori del cattivo gusto. Si tratta dell’unico lungometraggio da regista di Muro, operatore di macchina particolarmente abile nell’uso della steadicam che avrebbe lavorato in seguito a film come Terminator 2 e Titanic.

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Deathgasm: metal is the way (to summon a demon)!

 

Non si può parlare di un film divertente e un po’ cazzone in maniera noiosa e seria, quindi prima di procedere con le spiegazioni di rito, è indispensabile fare una premessa per entrare nel mood:

BRUTAL!

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Islamic Exorcist, l’horror indiano delle controversie

Quando alcune settimane fa ho visto una locandina con su scritto “Islamic Exorcist” incoronata da roboanti tagline, sono subito stata genuinamente curiosa di vederlo. Il cinema contemporaneo pullula di film-fotocopia sulla possessione demoniaca, che si rifanno per lo più alla tradizione cattolica. Con alcune eccezioni: come ad esempio il polacco Demon di Marcin Wrona, in cui a possedere è un dybbuk della tradizione ebraica; oppure Siccîn di Alper Mestçi, pasticciato horror turco su misteriosi rituali islamici di magia nera, per non parlare dei vari film popolati dai jinn, malevole creature della religione islamica. Per questo motivo o anche per semplice curiosità interculturale, gli horror dal mondo andrebbero visti, supportati e raccontati.

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Kuso, il trash sperimentale di cui non sentivamo il bisogno

Mettiamo subito le cose in chiaro: l’unica possibile reazione a un film del genere – per chi riesce a guardarlo tutto, s’intende – non può che essere un sano e liberatorio “Ma cosa cazzo ho appena visto?”. Tra pustole, escrementi, fluidi corporei, decadenza e bruttezza diffuse 24/7 dal tubo catodico e scene imbarazzanti, è concretamente difficile seguire il filo del discorso. Sembra che alla presentazione di questo film al Sundance la gente sia andata via, disgustata. Spesso la cattiva pubblicità è manna dal cielo per i film indipendenti: gli svenimenti tra il pubblico o l’abbandono della sala durante la proiezione – due grandi classici – non fanno altro che alimentare una malsana forma di curiosità e spostare l’attenzione dalla pellicola in sé alla ricerca feticistica dell’eccesso.

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Zombie Cats from Mars: i gattini non sono quel che sembrano (ma sono troppo carini lo stesso)

Che i gatti abbiano una naturale propensione all’omicidio è cosa nota. Tra graffi profondi in prossimità delĺa giugulare, alito all’essenza di morte e sgambetti tattici, la vita di chiunque abbia un gatto in casa è costantemente in pericolo.

La maggior parte dei felini si limita però a contenere la propria furia omicida per tenere in vita il dispensatore semiautomatico di cibo e coccole, mentre in Zombie Cats from Mars il patto di non belligeranza tra felini e umani viene infranto e gli adorabili pelosetti passano all’attacco, uccidendo chiunque abbiano a tiro, sotto l’influenza mentale di un cattivissimo gatto-divinità proveniente da Marte, dove nei tempi antichi gli uomini lo avevano mandato in esilio e dal quale esso ritorna affamato di vendetta. Okay.

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[Recensione] Yoga Hosers, paura e delirio in Canada

Per qualche ragione, esiste una nutrita filmografia horror sui nazisti, al di là dell’ambito storico o documentaristico. Ci sono centinaia di film che propongono nazi in tutte le salse: possono essere zombie o feroci cannibali, possono nascondersi al centro della Terra o in una stazione segreta della Luna, sono spesso ridicoli e i loro malefici piani di conquista del pianeta destinati a fallire miseramente.

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