Archivi tag: Fantasmi

CAVEAT: PAURA NELLA TANA DEL BIANCONIGLIO

Può l’atmosfera infinitamente cupa e angosciante di un film sopperire alle numerose, paradossali e imperdonabili lacune di una sceneggiatura sforacchiata e fragile? La risposta nella maggior parte dei casi sarebbe un no secco, ma in Caveat, primo lungometraggio dell’irlandese Damian Mc Carthy, le voragini nella scrittura e gli abissi scavati da prospettive diegetiche prive di senso vengono parzialmente riempiti dal continuo risuonare di un’inquietudine quasi atavica legata al buio, al silenzio, all’isolamento, all’inciampo sull’impossibile.

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[Recensione] The Lodgers, gotico irlandese per famiglie disfunzionali

La vita di un fratello e una sorella segnata da una maledizione atavica che li costringe a seguire le regole di una vecchia casa decadente, di giorno popolata da ombre e silenzi, di notte invasa da spiriti inquieti. The Lodgers, opera seconda di Brian O’Malley, è una ghost story carica di cliché tipici del gotico, ben amalgamati tra loro da un’atmosfera elegante, inquieta e densa di simboli.

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A ghost story. Un lenzuolo bianco svolazzante mi parla del post-horror

La prima cosa che ho fatto dopo aver guardato A Ghost Story è stata asciugare alcuni lacrimoni caldi che sono scesi meccanicamente in risposta a un qualche impulso neuronale di natura emotiva.
La seconda è stata guardarlo un’altra volta, per godermi ancora la fotografia un po’ nebbiosa e quell’inusuale formato 1:33:1 che gli calza a pennello. Per rileggere quella citazione da Una casa stregata di Virginia Woolf, rivedere la scena della torta che sa di dolore e il bellissimo monologo sul “senso della vita”.
La terza è stata immaginare di parlarne con il fantasma protagonista, lui:

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We go on, cercasi fantasmi disperatamente

Bisogna stare attenti a ciò che si brama, soprattutto se l’oscuro oggetto del desiderio è una prova vera, concreta e inconfutabile dell’esistenza di qualcosa – qualsiasi cosa – dopo la morte. Neanche pubblicare un annuncio che promette trentamila dollari a chiunque fornisca tale prova sembra una mossa prudente: si rischia di attirare cialtroni e truffatori. E magari anche qualche entità.

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A Dark Song, il rituale più indie del 2016

Due perfetti sconosciuti si rinchiudono in una casa sperduta nella campagna gallese per realizzare un difficilissimo e pericoloso rituale che può durare mesi, che richiede sacrifici estenuanti e che, nella non scontata ipotesi in cui riesca bene, permette di incontrare nientepopodimenoché il proprio angelo custode e chiedergli un favore.  Cosa potrà mai andare storto?

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Lake Mungo, scatole cinesi di paura

Quando un horror riesce a disorientare, stupire e allo stesso tempo spaventare, significa che è un buon horror. Poco importa che non sia granché famoso o che sia stato realizzato con un budget incredibilmente basso. Lake Mungo, una produzione indipendente del 2008 diretta da Joel Anderson,maneggia con maestria alcuni meccanismi stantii dell’horror, regalando un amalgama intelligente di found footage e mockumentary.

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