Tutti gli articoli di Ornella

[Recensione] The Transfiguration: come diventare un vampiro in poche semplici mosse

Imparare a memoria la filmografia dedicata, accumulare ricchezze, bere sangue umano almeno una volta al mese. Queste le regole del perfetto succhiasangue secondo Milo, un adolescente introverso e taciturno che elabora certi traumi personali sviluppando un interesse morboso verso il mito del vampiro, creatura affascinante ma condannata alla solitudine, essere che si nutre delle vite altrui ma che dalle vite altrui è attratto, demone tanto potente quanto vulnerabile. The Transfiguration di Michael O’ Shea, ambientato nel Queens, a New York, in un isolato ad alta concentrazione di criminalità e disagio, cita in maniera aperta e speculare Let the right one in di Tomas Alfredson, la pellicola svedese del 2008 che ha cambiato per sempre il modo di guardare e raccontare i vampiri.

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Bloodsucking Freaks, the Torture Horror Porno Show

Uno dei primi commenti nei quali ci si imbatte su Rotten Tomatoes cercando informazioni su Bloodsucking Freaks di Joel M. Reed (e che mi ha spinta a vederlo di corsa) è: “Se ti è piaciuto guardare questo film, onestamente non voglio conoscerti“.
Un film di brutte persone per brutte persone, questo, dal titolo fuorviante e dalla storia scalcinata: inizialmente titolato “The Incredible Torture Show“, T.i.t.s. per gli amici, sfuggito in maniera rocambolesca alla censura e gloriosamente distribuito dalla Troma, Bloodsucking Freaks è un tripudio di cattivo gusto, exploitation grossolana, torture di vario genere e scene di comicità più o meno involontaria.
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Carnival of Souls (1962): ai confini dell’aldilà

Sì, ci sono spoiler. E sì, sono parecchio rilevanti sulla trama. 

Quando nel 1962 Carnival of Souls di Herk Harvey venne presentato al pubblico dopo una lavorazione complessiva di ben cinque settimane e l’impiego di un budget parecchio modesto, pare non abbia destato grande entusiasmo tra i critici. In compenso è poi piaciuto molto a George Romero, David Lynch, a Roman Polanski e persino a Tim Burton e M. Night Shyamalan, che non hanno perso occasione di citarlo in maniera più o meno esplicita nelle loro pellicole.
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Non è mai troppo tardi, anno nuovo edition: i film horror del 2017 che forse vi sono sfuggiti

Pur con la consapevolezza che il più grande e terrificante horror del 2017 è stato proprio il 2017, ecco una selezione di film dal circuito indipendente (e non) che vale la pena recuperare, con alcune aranzulliane ma doverose precisazioni: per ovvi motivi non troverete la maggior parte dei titoli strillati, iperpubblicizzati e promossi nelle sale cinematografiche senza passare dal via, né si parlerà di tutti i sequel, prequel e reboot dei vari franchise horror sui quali sono state spese forse fin troppe parole, per onorare il concetto di “selezione”. Verranno nominati alcuni ottimi film usciti quest’anno ma realizzati in precedenza e per questo già presenti nei listoni – che vi invito a leggere – dedicati ai film horror del 2015 e ai film horror del 2016 o con rimando alla loro recensione. In base a un principio simile, mancheranno altrettanti titoli che troverete però, sempre in questi orrorifici lidi, nei prossimi mesi. La maggior parte dei film proposti non è ancora stata doppiata in italiano.

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Natale con i tuoi, Horror con chi vuoi: i film NON natalizi da guardare durante le feste

Per tutti gli anticonformisti delle feste comandate, per tutti coloro che si sono stufati dei vari elenchi che puntualmente consigliano Krampus, tutte le varianti dei babbi natale assassini – da To all a good night a Santa’s Slay – o i grandi classici horror natalizi come Silent Night Bloody Night insieme a proposte più recenti come Better Watch Out – passando dai vari Black Christmas, To all a good night, Rare Export, P2, Christmas Cruelty, e via discorrendo e che non vogliono avere a che fare con omini di marzapane cattivi e renne malefiche ma che non vogliono rinunciare a visioni horror tipicamente invernali, ecco un listone di film che magari hanno poco a che vedere col Natale in sé ma in cui ci sono tanta neve, tanto freddo, tanta paura.

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Blacula: vampiro nero, amore vero

Su internet esiste una sorta di legge, simile a quella di Murphy o al principio di Peter, la rule 34, che recita pressappoco così: “esiste la versione porno di qualsiasi cosa. Senza eccezioni”. Di seguito alcuni esempi calzanti:

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Savage Hunt of King Stakh (1980): dalla Bielorussia con folklore

In principio era The Wicker Man, e folk horror fu. Il film del ’73 di Robin Hardy – non il primo del suo genere, ma probabilmente il più famoso  – ha aperto la strada a un filone cinematografico dal potenziale tanto ricco quanto poco sdoganato, quello che racconta le tradizioni più spaventose, i miti e le leggende legati a un luogo. Non esiste un paese o una comunità in cui non ci sia del folklore, e non esiste folklore che non rimandi all’occulto, alla magia, a creature mostruose, a superstizioni dimenticate e a dimensioni altre: perché quindi non travasare questo mondo bizzarro su pellicola come forma moderna di narrazione? Da Il grande inquisitore (1968) a The VVitch (2015) passando attraverso Kill List o A field in England, tra i più famosi, o tra i decisamente meno popolari Jug Face e Lord of Tears, senza dimenticare il contributo fondamentale dei registi scandinavi in quella che si configura come una vera e propria invasione nordica del genere horror e che tanto mutua dai racconti dei boschi e dalla mitologia norrena (troverete prossimamente un apposito listone  dedicato), il folk horror sembra godere di ottima salute pur rimanendo all’interno di un’enclave ben protetta.

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Dellamorte Dellamore è una cosa meravigliosa

C’era una volta Dyland Dog, anzi no: c’era una volta Francesco Dellamorte, protagonista del romanzo Dellamorte Dellamore, scritto nel 1983 da Tiziano Sclavi – che avrebbe esordito con Dylan Dog tre anni dopo – ma pubblicato solo nel 1991, divenuto per coincidenza un piccolo caso letterario e tramutato in maniera quasi altrettanto accidentale in un film diretto da Michele Soavi nel 1994. Che casino.

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The Video Dead: la notte dei morti senzienti

Il sonno della ragione genera mostri, ma nemmeno la televisione scherza. Nel caso di Video Dead, gloriosa pellicola del 1987 diretta da Robert Scott, si tratta di mostri in carne decomposta e ossa, trasmessi in diretta 24/7 da un vecchio televisore e catapultati nella nostra dimensione attraverso il tubo catodico, con tanto di uscita dallo schermo alla The Ring, solo con qualche effetto speciale in meno.

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[Recensione] The Lure: Sirenetta Horror Picture Show

Metti una sera in un night club polacco due sirene, disco music in sottofondo, paillettes e luci stroboscopiche tutt’intorno, voci ammalianti e grosse code di pesce servite agli sguardi affamati degli spettatori. Aggiungi una versione un po’ horror e un po’ spinta della Sirenetta di Andersen e ottieni The Lure  (titolo originale: Córki dancingu) di  Agnieszka Smoczynska, un musical horror polacco presentato lo scorso anno al Sundance Festival.
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